NEW DELHI - Prima udienza a porte chiuse: i cinque uomini imputati al processo per violenze sessuali e la conseguente morte della studentessa indiana di 23 anni
si sono presentati oggi per la prima volta nell'aula del tribunale a
sud di New Delhi. Il magistrato ha
notificato loro i reati per cui verranno giudicati ed ha aggiornato
l'udienza al 10 gennaio.Il giudice ha disposto che, in considerazione
della delicatezza del caso e del caos generato oggi in aula, le prossime udienze si svolgano a porte chiuse e senza la
presenza della stampa. La causa sarà trattata da uno speciale tribunale
'fast track', la cui costituzione per trattare i reati sessuali contro
le donne è stata disposta nelle ultime settimane in ogni Alta Corte
statale indiana.In aula ci sono stati momenti di caos. L'associazione degli avvocati
aveva annunciato la scorsa settimana di non voler assumere la difesa
dei responsabili dello stupro collettivo, ma oggi uno di loro ha
cambiato idea. Il caso ha giustamente suscitato molte proteste ed indignazione in tutto il Paese in difesa dei diritti delle donne. Qualche giorno fa, il ragazzo della studentessa dceduta ha rilasciato un'intervista ad una televisione locale in cui accusava la polizia di non essere intervenuta tempestivamente. I cinque uomini, che rischiano la pena di morte
se riconosciuti colpevoli, devono anche rispondere di sequestro di
persona, rapina e cospirazione per la violenza commessa il 16 dicembre
scorso.
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