martedì 8 gennaio 2013

Strasburgo condanna l'Italia. Trattamento inumano nei carceri

L'Italia supera il limite, viola insdiscutibilente i diritti dei detenuti, tenendoli in celle dove hanno a disposizione spesso meno di 3 metri quadrati. La Corte europea dei diritti umani di Strasburgo ha condannato il nostro Paese per trattamento inumano di 7 carcerati del carcere di Busto Arsizio e in quello di Piacenza. La Corte ha condannato l'Italia a pagare ai sette detenuti un totale di 100 mila euro per danni morali. Nella sentenza invita anche a porre rimedio immediatamente al sovraffollamento carcerario. Il ministro della giustizia Paola Severino dice: avvilita, ma non stupita! C'è lo dovevamo aspettare prima o poi- afferma. La mia amarezza,  è grande - conclude Severino -: non è consentito a nessuno fare campagna elettorale sulla pelle dei detenuti. Continuerò a battermi, come ministro ancora per poche settimane e poi come cittadina, perché le condizioni delle persone detenute nelle nostre carceri siano degne di un paese civile". I giudici della Corte europea affermano che il problema del sovraffollamento è dovuto alla struttura carceraria. Ma di poco spazio non parlano solo i 7 detenuti, la Corte ha già ricevuto 550 ricorsi in cui quasi tutti dicono di non aver a disposizione più di tre metri quadrati.La richiesta all'Italia è anche quella di munirsi, entro un anno, di un sistema di ricorso interno che dia modo ai detenuti di rivolgersi ai tribunali italiani per denunciare le proprie condizioni di vita nelle prigioni e avere un risarcimento per la violazione dei loro diritti. Con la sentenza data oggi l'Italia viene condannata una seconda volta per aver tenuto i detenuti in celle troppo piccole.La prima condanna risale al luglio del 2009 e riguardava un detenuto nel carcere di Roma. Dopo la prima condanna l'Italia ha messo a punto il "piano carceri" che prevede la costruzione di nuovi penitenziari e l'ampliamento di quelli esistenti oltre che il ricorso a pene alternative al carcere. "Centinaia di ricorsi in attesa". Il Comitato Radicale per la Giustizia "Piero Calamandrei" esprime "grande soddisfazione e, al contempo, grande sofferenza" per la condanna inflitta all'Italia. "Tre casi su sette, decisi dalla Corte con questa sentenza pilota, sono casi che abbiamo seguito nell'ambito dell'iniziativa assunta dal Comitato" spiega in una nota il segretario Giuseppe Rossodivita. Nel comunicato, si sottolinea come sia stata invitata dalla Corte Ue a individuare, entro un anno, una soluzione al sovraffollamento carcerario.

2 commenti:

  1. sono senza parole anche mio fratello si trova nella splendida casa circondariale di taranto che quelle maledette guardie solo perche portano una divisa di merda si credono di essere i padroni del mendo e pestarl di mazzate quando cavolo vogliono loro e rimandare i colloqui inventandosi scuse piu banali bastardi

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  2. per non farcelo vedere pieno di segni e lividi.......e una vera ingiustizia devono crepare tutti quelli come loro

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