L'Italia supera il limite, viola insdiscutibilente i diritti dei detenuti, tenendoli in celle dove hanno a
disposizione spesso meno di 3 metri quadrati. La Corte europea dei diritti
umani di Strasburgo ha condannato il nostro Paese per trattamento
inumano di 7 carcerati del carcere di Busto
Arsizio e in quello di Piacenza. La Corte ha condannato l'Italia
a pagare ai sette detenuti un totale di 100 mila euro per
danni morali. Nella sentenza invita anche a porre rimedio
immediatamente al sovraffollamento carcerario. Il ministro della giustizia Paola Severino dice: avvilita, ma non stupita! C'è lo dovevamo aspettare prima o poi- afferma. La mia amarezza, è grande - conclude Severino -: non è
consentito a nessuno fare campagna elettorale sulla pelle dei detenuti.
Continuerò a battermi, come ministro ancora per poche settimane e poi
come cittadina, perché le condizioni delle persone detenute nelle nostre
carceri siano degne di un paese civile". I giudici della Corte europea affermano che il problema del sovraffollamento è dovuto alla struttura carceraria. Ma di poco spazio non parlano solo i 7 detenuti, la Corte ha già ricevuto 550 ricorsi in cui quasi tutti dicono di non aver a disposizione più di tre metri quadrati.La richiesta all'Italia è anche quella di munirsi, entro
un anno, di un sistema di ricorso interno che dia modo ai detenuti di
rivolgersi ai tribunali italiani per denunciare le proprie condizioni di
vita nelle prigioni e avere un risarcimento per la violazione dei loro
diritti. Con la sentenza data oggi l'Italia viene condannata una seconda volta per aver tenuto i detenuti in celle troppo piccole.La prima condanna risale al luglio del 2009 e riguardava un detenuto nel
carcere di Roma. Dopo la prima condanna l'Italia ha
messo a punto il "piano carceri" che prevede la costruzione di nuovi
penitenziari e l'ampliamento di quelli esistenti oltre che il ricorso a
pene alternative al carcere. "Centinaia di ricorsi in attesa". Il Comitato
Radicale per la Giustizia "Piero Calamandrei" esprime "grande
soddisfazione e, al contempo, grande sofferenza" per la condanna
inflitta all'Italia. "Tre casi su sette, decisi dalla Corte con questa
sentenza pilota, sono casi che abbiamo seguito nell'ambito
dell'iniziativa assunta dal Comitato" spiega in una nota il segretario
Giuseppe Rossodivita. Nel comunicato, si sottolinea come sia stata
invitata dalla Corte Ue a individuare, entro un anno, una soluzione al
sovraffollamento carcerario.
sono senza parole anche mio fratello si trova nella splendida casa circondariale di taranto che quelle maledette guardie solo perche portano una divisa di merda si credono di essere i padroni del mendo e pestarl di mazzate quando cavolo vogliono loro e rimandare i colloqui inventandosi scuse piu banali bastardi
RispondiEliminaper non farcelo vedere pieno di segni e lividi.......e una vera ingiustizia devono crepare tutti quelli come loro
RispondiElimina